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Tendenze nel logo design 2009

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Emergere dalla massa ed essere nuovo ed originale ad ogni costo – questo è il messaggio che proviene dal design dei loghi di oggi.
Dal punto di vista dell’identità i loghi del web 2.0, tutti molto simili tra loro, hanno fallito miseramente e potrebbe essere un trend molto passeggero. Se parliamo quindi di identità originale, i grafici si devono veramente rimboccare le maniche e lavorare duro.

I designers hanno acquisito molta più coscienza e sensibilità riguardo alle correnti della storia del design rispetto agli anni passati e stanno scoprendo diversi modi di pensare ai loro lavori e alle loro radici culturali, e ciò spiana la strada a spettacolari remix di stili diversi.
Non è possible, ora come ora, pensare che un trend emerga e rimanga sulla cresta all’infinito. Gli sviluppi del logo design indicano che le varie mode hanno vita breve, vanno e vengono con una frequenza altissima e spuntano fuori solo per essere immediatamente contraddette da altre che vanno nella direzione opposta.

Psychedelic Pop Backgrounds

psyco

A differenza del design classico che promuove una diminuzione della complessità a favore del concetto e dell’essenza del lavoro, la psichedelia esplode in una miriade di colori e forme che non si regolano su griglie, ma si gettano nello spazio cercando una disposizione armonica naturale.

Ogni rivoluzione tecnologica dà inevitabilmente la nascita a romantiche contro-culture, e mixando forme classiche o contemporanee a patterns psichedelici stile anni ’60 usati come backgrounds, è possibile preparare il terreno ad un nuovo stile post-moderno.
La maggior parte dei trends attuali si sviluppano sull’uso del colore e per questo non sono ben utilizzabili per la stampa, in particolare in b/n. Per questo molti clienti sono intimoriti nel scegliere un logo che perde di significato, per esempio se faxato.
Le innovazioni nella tecnologia e nella comunicazione hanno fatto in modo che il b/n non sia più necessariamente richiesto dando cosi via libera a straordinari brand multicolore che ricavano potenza e immediatezza nel 90% dei media.

Origami

origami

Lo stile Origami, usato dai designer spesso per mostrare le loro qualità, cela il desiderio di tornare indietro alle basi del logo design.
Un crescente numero di grafici usa oggetti reali per agevolare la progettazione dei loro lavori. L’arte dell’Origami fragile, leggera e sottile, si adatta perfettamente all’elaborazione di forme semplici, adeguate alla realizzazione di brands. Questo stile purtroppo, si prospetta di breve durata per la semplice ragione che tutti gli elaborati risultano un pò troppo simili fra loro.

Il segreto di questo stile è nel processo, e ai designer serve molta esperienza per scegliere ed elaborare i segmenti corretti da elaborare (spesso basati sui monogrammi aziendali) senza tralasciare chiarezza e semplicità.
Questa arte giapponese si fonda sull’utilizzo di piccole pieghe e stropicci per realizzare oggetti delicati e intriganti. Per i grafici questa tecnica rappresenta una vera e propria sfida: realizzare un logo che rispetti le basi di quest’arte senza però tralasciare il tocco individuale, bisogno fondamentale di un creativo, richiede molto tempo e maestria.

Loghi Tattili

tattili

I disegnatori a cui piace sperimentere con loghi di questo tipo ambiscono a traformare in cartaceo le texture del mondo reale. Oltre a conoscere bene i loro software preferiti non devono avere problemi con i metodi tradizionali di taglio, disegno e modellazione e il risultato finale non deve naturalmente tralasciare il senso del tatto: questi tipo di logo deve stimolare e coinvolgere.

Creare lettere utilizzando materiali reali è un ardua sfida anche per grafici più esperti. Chiunque si imbatta in questa sperimentazione (un settore per molti sconosciuto), avrà la sensazione che qualsiasi creazione sia una scoperta significante. La disposizione degli oggetti deve creare atmosfere speciali, e il risultato deve evocare maestria e tangibilità, caratteristiche che li distinguono dal resto dei loghi.

Questa particolare tecnica risulta piacevole anche agli occhi meno allenati, ma comporta uno sforzo cerebrale in più per il designer che riesce però a trasmettere nuovi impulsi creativi e originali al sapore di metallo, carta o qualsiasi altro tipo di materiale.

Arabeschi

arabesque

Disegnare un logo usando un calligrafia attraente come quella araba può sembrare semplice, ma aspettate a dirlo fino a quando non vi troverete nel processo di elaborazione: scoprirete che è un impresa molto complicata. Questo stile richiede inevitabilmante forti dosi creative moderate però dalla competenza e dal gusto del designer, che necessariamente affronterà delicate modifiche fino a soddisfare appieno le esigenze del brand aziendale.

Questa tendenza richiama i già conosciuti pattern figurativi, utilizzati dai grafici negli ultimi anni: complesse figure arrivate direttamente dall’oriente che vanno a formare splendide creazioni adattabili sia in stampa che in digitale. Una miscela armoniosa di calligrafie antiche e moderne, come la Sans Serif, creano un ottima soluzione per i designer e una risposta facile ai desideri di unicità.

Chi si troverà ad usare questo stile spesso avrà la sensazione di essere limitato dalla calligrafia araba, ormai considerata una vera e propria forma d’arte. Spessa alla base e fine nella parte alta questa scrittura necessita, durante la sua elaborazione, di notevoli attenzioni che non trascurino l’armonia e la fluidità che la contraddistinguono.
Questo stile ci conferma e ricorda che nel vocabolario del grafico non può essere presente la parola “trascurare”.

Modernismo Classico

classici

Nel 2008 il modernismo classico è tornato. Considerato da molti il metodo più semplice, la “via di fuga per creare” un logo, nel 2009 si ripresenta sotto una forma più genuina ed elegante, dove la sapiente alternanza dei pieni e dei vuoti è intelligentemente usata: il risultato finale sarà composto da forme che ricorderanno la vecchia scuola, come se il computer non fosse stato mai inventato.

Il fulcro di questo stile è l’essenzialità; il concetto e la sua esecuzione sono le guide principali. La bellezza di tutto ciò si fonda sull’abbondanza di spazi, la scelta dei colori e l’uso di forme forti e minimali (ricordiamoci la trasparenza in Photoshop non era ancora stata inventata). Risulteranno cosi lavori che ispirano fiducia, sicurezza e pragmatismo e dotati di grande forza e immediatezza dovuti alle capacità del designer e ad una realizzazione istintiva del concetto di base. Uno stile assolutamente semplice che è stato accolto dalla nuova generazione di grafici con ottimi risultati.
La semplicità di questo stile, l’assenza di forme complesse e colori stridenti offre le migliori soluzioni anche ai clienti più difficili da inquadrare.

Pittogrammi

pittogrammi

I loghi non sono solo un oggetto, un immagine o un mix di colori e forme, ma anche uno studio di come semplificare e risolvere i problemi.
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una forte attitudine allo sviluppo di icone che sintetizzano e semplificano il messaggio essenziale di un logotipo. I pittogrammi sono la spina dorsale di questo trend, perfetti per quelle le ditte che non desiderano comunicare in un logo l’intero concetto aziendale, ma cercano un’immagine che semplicemente li rappresenti o che comunichi solo i loro valori essenziali.

I pittogrammi esistono da molti anni, ma sono diventati popolari quando i servizi industriali, pianificazioni urbane e parchi pubblici necessitavano di un linguaggio universale. Se i designer hanno incominciato a farne uso è sicuramente per la semplicità di queste forme chiare e comprensibili.

I segnali visivi sono la chiave nei pittogrammi. Il logo deve esplicarsi in maniera chiara e naturale senza dare l’impressione che serva una ricerca per scovare il suo significato. Tuttavia i logo designers non devono trascurare gli aspetti estetici, l’originalità e lo studio per un prodotto che risulti senza tempo.

La lezione di geometria degli anni ‘80

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Questo stile uscito anni ‘80, divenne un modo innovativo e affascinante per catturare l’attenzione. In un mondo come quello della grafica, ormai saturo e privo di nuove idee, questo trend mostrò la possibilità di disegnare qualcosa di completamente differente. I designer ebbero carta bianca e, per attrarre l’attenzione delle masse, iniziarono a progettare loghi utilizzando forme geometriche complesse coadiuvate da un uso dei colori decisamente esuberante, senza badare ai costi e alla versatilità (sopratutto in stampa) di questo stile stravagante.

Molte aziende adottarono per anni l’uso di questo stile molto aggressivo, a discapito di una presentazione classica e idonea per quegli anni. Queste immagini scioccanti non ebbero però vita facile: furono infatti percepiti come un momento di follia creativa dei giovani designer, e non furono prese molto in considerazione.

Questo tecnica si riaffaccia oggi, con le dovute correzioni, per contrastare il minimalismo e la comune tendenza alla semplicità, differenziandosi però nettamente dallo stile high-tech visto nel 2008 grazie proprio all’utilizzo di queste forme stilizzate.
Rimane tuttavia la probabilità che questo trend non verrà usato da molti. La bellezza di queste immagini si basano sul gusto e sulle capacità del grafico, che dovrà affrontare numerose difficoltà durante il processo di realizzazione. Il risultato sarà però un prodotto visibilmente forte, unico e difficile da plagiare.

Loghi Tipografici

tipografici

La potenza dei caratteri usati come ornamento costituisce una attrattiva unica. Una sorta di eleganza silenziosa di cui i grafici non potranno mai fare a meno.
Disegnare loghi tipografici significa lavorare su un delicato bilanciamento che riesca a combinare l’essenza, la mission, la filosofia e la struttura di un azienda attraverso l’uso dei soli caratteri.

Senza dubbi esistono centinaia di font, ma un buon designer non avrà la tentazione di legarsi ad una font senza prima averla studiata ed elaborarla minuziosamente creandone cosi un oggetto unico. Di primaria importanza è proprio la selezione del carattere, che dovrà tener conto della caratteristiche di unicità, adattabilità e importanza delle innumerevoli applicazioni del logo in futuro. Sfortunatamente, i migliori loghi vengono alterati una volta messi nelle grinfie dei centinaia di grafici delle tipografie, perdendo cosi inevitabilmente quella sottile e fragile armonia che li contraddistingue.

Street Art

streetart

Quando si sente il termine street art viene subito in mente la grafica disegnata. Talentuosi illustratori con alle spalle un background da writers, hanno virtuosamente adattato il loro stile nella grafica tradizionale.
Per molte persone una folata d’aria fresca – un ben accolto sollievo dalla grafica digitale.
I loghi street art sono sempre stati presenti. E i pronostici indicano che saranno in giro ancora per molto tempo. Sono da sempre lo stile preferito dai praticanti di sport estremi come lo skateboard, snowboard, surf , BMX e quindi dalle relative marche di abbigliamento e aziende produttrici del settore.

La street art parla per conto della parte più “sovversiva” dell’anima del designer: quella che si nutre di cultura indipendente, che si lascia attrarre dal fascino delle città, delle sue strade, delle sue dinamiche.
Quando il design dei loghi riflette la street art, la mente inizia un viaggio verso i luoghi geografici più disparati: dalle gallerie di Berlino est, alla varietà di Melbourne, fino ai murales di San Paolo in Brasile. Ecco che queste immagini si trasformano in reminiscenze di luoghi e tempi che popolano l’immaginario dell’osservatore.

Puzzle Patterns

puzzle

La proliferazione delle migliaia di marchi che spuntano ogni giorno come funghi rende chiaro che il loro impatto visivo è decisamente diminuito.
Come compensare però questa tendenza?
Un metodo è sicuramente quello di battere territori sconosciuti, scoprendo accostamenti inusuali e originali. Ciò che sembrava una missione impossibile due anni fa ora è d’obbligo.

I puzzle patterns devono evocare e stratificare i concetti invece scarnificarli ed essenzializzarli. Molti di questi design esaltano la natura, trend ricorrente che trae la sua ragione proprio dal contrasto tra il contenuto (la natura) e la tecnica utilizzata per realizzarlo (il computer).
Al posto di scandagliare l’essenza elementale di un marchio, i designers stanno usando complesse grafiche vettoriali per allontanarsi intenzionalmente dalle regole, un’interpretazione di segni, pattern ed immagini indisciplinata ma sicuramente molto creativa. Qualunque cosa può rientrare in questi puzzle: animali, lettere, piante o forme geometriche casuali usate a piene mani e senza nessuna preoccupazione semantica perchè è tutto strettamente decorativo.

Al momento, I puzzle patterns sono una vera e propria battaglia anti-aziendale. Non siate comunque sorpresi se negli anni che verranno, grandi multinazionali che si avviano ad un cambiamento di immagine decideranno che hanno bisogno di qualcosa di veramente differente e si accosteranno a questo trend.

I loghi sono tratti da LogoPond e FaveUp

Un Commento a “Tendenze nel logo design 2009”

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